le varie forme delle reti di impresa

a cura di Vittorio Da Musocco

Nelle pagine “cosa sono le reti di impresa” e “adesione a un contratto di rete” abbiamo evidenziato le caratteristiche in merito ai contenuti dell’accordo contrattuale basato sulla condivisione e quali sono i principi generali che devono far parte dell’oggetto, come ad esempio le regole di entrata e uscita delle imprese dall’aggregazione di rete.

Le forme di rete a disposizione.
La disciplina delle reti di impresa prevede una vasta possibilità operativa ma i problemi che devono affrontare i partecipanti a una rete orientata alla condivisione di informazioni e organizzazione della logistica per la vendita, ad esempio, sono diversi rispetto alla rete che ha l’obiettivo di condividere risorse per la partecipazione a fiere internazionali e attività per l’esportazione.
Di conseguenza, le norme consentono una discreta autonomia in merito al tipo di organizzazione come ad esempio, per volontà dei fondatori dotare la rete di imprese di una direzione amministrativa comune e di un fondo comune.
Come risultato di questa flessibilità, esistono diversi modelli differenti fra loro:

– reti semplici orientate alla condivisione.
Si tratta di raggruppamenti dotate di una struttura “leggera”, dove le imprese organizzano una banca dati che si aggiorna con le informazioni fornite dai retisti oppure, l’oggetto prevede l’uso in comune di un servizio vendite tramite agenti di commercio e condivisione di magazzini e spazi in centri commerciali.
Nell’esempio, la gestione prevede la partecipazione diretta di ogni soggetto per il settore di competenza, quindi, l’autotrasportatore organizza il servizio per le consegne, il proprietario del magazzino provvede allo stoccaggio e così via tutti gli altri i quali, devono garantire massima efficienza a tempo pieno.

– reti contratto.
Questa tipologia, la cosiddetta “rete contratto”, è più strutturata rispetto alle reti “semplici” e dal 2009 al 2017 sono le più usate.
L’oggetto può prevedere la semplice condivisione di servizi, informazioni e strutture, ma è data facoltà ai partecipanti di organizzare l’attività tramite una direzione comune e dotare la rete di un fondo adeguato.

– reti soggetto.
Si tratta di una forma piuttosto complessa che prevede l’esistenza di un organo amministrativo comune e di un fondo patrimoniale. A differenza degli altri tipi di rete, il contratto di rete deve essere registrato nella sezione ordinaria del “registro imprese” (decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179). Gli effetti della iscrizione nel registro imprese è la soggettività fiscale tramite la quale, si è “impresa” a tutti gli effetti e con tutti gli oneri e adempimenti relativi. Di fatto, nelle gare di appalto questi tipi di rete sono preferiti rispetto ad altre forme.

Le organizzazioni verticali e orizzontali.
In funzione dell’obiettivo che si intende raggiungere, indicato nell’oggetto, si possono fare alcune distinzioni puramente formali:

– reti con organizzazione verticale.
Gli aderenti alla rete hanno l’obiettivo di potenziare la produzione e la qualità tramite l’uso di strutture e personale qualificato. Ogni partecipante ha un ruolo e s’impegna in modo responsabile per raggiungere i traguardi comuni. Tutti hanno come obiettivo di migliorare la propria posizione secondo un percorso condiviso e monitorato dall’organo amministrativo della rete di impresa.

– reti con organizzazione orizzontale.
A differenza delle reti di tipo “verticale”, i partecipanti hanno obiettivi meno ambiziosi. Le imprese si aggregano per aumentare il potere di acquisto, nel caso di una struttura che preveda la costituzione di un ufficio acquisti comune.
In altri casi, lo scopo è di aumentare la visibilità collettiva tramite campagne pubblicitarie e promozionali organizzate e finanziate in comune.
Nella maggioranza dei casi, le imprese si raggruppano per organizzare il servizio vendita e post vendita, con una listino prodotti ampio e un massiccio investimento per gli agenti di commercio e concessionari sul territorio.

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