modelli alternativi alle reti di impresa

a cura di Vittorio Da Musocco

In alternativa alle reti di impresa, gli operatori economici possono scegliere altre forme aggregative come ad esempio:
– i consorzi;
– le associazioni temporanee d’impresa.

Esiste una terza forma aggregativa molto particolare che sono i distretti ma questi, hanno una valenza orientata alla produzione e qualità settoriale.
In questa pagina faremo un breve richiamo in merito ai consorzi e le associazioni temporanee di impresa (A.T.I.).

Le differenze fra i modelli alternativi alle rete di impresa.
Il discorso è molto ampio e qui sotto sono elencate le principali differenze.
Il codice dei contratti pubblici, il decreto legislativo n. 50 del 18/4/2016 (art. 45, comma 2), classifica come “operatore economico”, ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei contratti pubblici, tre soggetti:
– le reti di impresa;
– il consorzio;
– le associazioni temporanee di impresa (A.T.I.).

1. – Il consorzio:
in linee generali, il consorzio svolge una funzione strumentale al servizio dei consorziati i quali, attraverso le strutture comuni hanno un supporto di tipo mutualistico come ad esempio nel settore lattiero-caseario, dove i consorziati si assumono l’impegno di conferire latte di ottima qualità al consorzio e quest’ultimo, trasforma il latte in formaggi.
Da questo esempio, simile a molti altri e per altri settori, lo scopo del consorzio è di avere un’organizzazione comune incaricata di svolgere alcune attività che dovrebbero competere alle imprese consorziate. In queste fasi, al consorzio spetta l’incarico di applicare un disciplinare comune e obbligatorio per tutti i consorziati, questo per garantire anche dei pari trattamenti.
Altro particolare, attraverso l’organizzazione comune voluta dai consorziati, il consorzio svolge una funzione di “centrale di acquisto” che per il potere contrattuale superiore al singolo partecipante, può acquistare i beni a prezzi vantaggiosi ed in questo modo, ogni consorziato può ridurre i costi ed avere maggiori ricavi.

2. – Associazione temporanea di imprese (A.T.I.):
L’associazione temporanea di imprese è una forma aggregativa che ha lo scopo di partecipare alle gare di appalto indette dalla pubblica amministrazione.
Si tratta di un’associazione che può anche resistere nel tempo e in questo modo, partecipare a tutte le gare di appalto ma in molti casi, la loro esistenza si limita nel portare a termine un contratto pubblico e incassare il credito.

3. – Reti di impresa.
– Differenza rispetto ai consorzi:
A differenza dei consorzi, il contratto di rete consente una maggiore flessibilità che non si limita alle sole attività strumentali. Con il contratto di rete è possibile prevedere delle attività comuni anche differenti e autonome rispetto alle attività dei singoli partecipanti. Ad esempio, la rete di impresa può avere come oggetto la produzione di beni o servizi da offrire agli stessi partecipanti così come a terzi e tramite questa flessibilità operativa, esiste la possibilità di produrre utili, da ripartire fra i partecipanti oppure da reinvestire. Infatti, esiste l’obbligo di redigere un contratto di rete che si articola intorno a un programma economico ben preciso: bisogna specificare gli obiettivi, le regole adottate per il tipo di organizzazione, quali criteri saranno usati per valutare i risultati dei partecipanti. Il programma, approvato da tutti i partecipanti, è obbligatorio e in genere, sono previste sanzioni ed esclusioni per gli inadempienti.

Differenza rispetto alle A.T.I.:
Le A.T.I. (acronimo di associazione temporanea di imprese), hanno la sola funzione di partecipare alle gare di appalto della pubblica amministrazione.
Anche le reti di impresa possono concorrere alle gare di appalto ma non è la sola funzione e spesse volte neppure la principale. Il contratto di rete non si limita a un evento estemporaneo ma lo scopo è tenere unite le imprese per raggiungere una maggiore stabilità economica collettiva e duratura nel tempo.

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